Il bottone da 300 milioni di dollari e lo stress da registrazione

The $300 Million Button di Jared Spool racconta la storia di successo del redesign di un web form — un successo enorme visto che ha fatto fare tutti questi soldi in più al retailer che aveva chiesto al consulenza della società di Spool. Un argomento piuttosto pratico a favore di un buona progettazione delle interfacce e dello user experience design in generale. A quanto pare è qualcosa che può ancora stupire anche nell’avanzatissimo (e grande, vedi le cifre) mercato americano (“Spool! sei il mio uomo!” si potrebbe tradurre così credo il messaggio di incontenibile interessato entusiasmo lasciato in segreteria dal grande capo del cliente). Il post riporta anche qualche dettaglio sulla resistenza alla registrazione prima dell’acquisto da parte di un buon numero di utenti coinvolti nei test. Mi pare interessante: immagino ci siano in giro già un bel po’ di studi su questa “stress o affaticamento da registrazione”; fa parte del problema pià grande della gestione della propria identità online, specie quando si parla di ecommerce. Qui non si parla tanto delle varie identità di Rete, sui social network etc., ma di quel pezzo di informazioni personali collegate tipicamente alla carta di credito o altri metodi di pagamento. Mi stavo chiedendo come sono messe (avanzamento, adozione etc.) le varie iniziative che cercano di affrontare la cosa nel senso più ampio ((open id e simili; ho lì un account ovviamente ma finora non me ne sono fatto granché).

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